Una tenda aperta dove soffermarsi lungo il cammino, bere un tè insieme, ascoltarsi nel silenzio e poi riprendere il viaggio.
Un respiro altro che aiuta ciascuno a cogliere il suo. Crogiolio di percorsi umani e insieme spirituali, preziosi e unici nell'unico mistero della vita.

martedì 22 novembre 2011

Ricostruire la casa ripartendo dal concetto di famiglia

La pieve di Romena fedelmente bella nella sua nudità, un pò freddina per il clima, ha accolto domenica scorsa concetti semplici e nello stesso tempo profetici di Antonietta, che hanno rivestito di calore le pietre centenarie. Dalla sua esperienza di vita boliviana indicazioni pratiche verso nuovi orizzonti sociali per questo tempo di crisi, non solo economica. Di seguito l'unico passaggio, quello finale, che sono riuscito a registrare e rimettere insieme.

"Il concetto di famiglia in Bolivia è molto differente dal concetto di famiglia che abbiamo qua e che viviamo nella Chiesa e nelle nostre catechesi. In questo momento storico non è sufficiente invocare la famiglia come modello perché innanzi tutto non esiste più. Non perché siamo diventati cattivi, perché siamo diventati egoisti, come diceva un vescovo di una citta del nord Italia in un’omelia che dava la colpa della rovina delle famiglie a noi donne perchè abbiamo scoperto anche noi la nostra identità, e perciò vogliamo anche noi la nostra indipendenza. Evidentemente questo vescovo probabilmente non sa cosa vuol dire essere donna.
Non basta invocare il modello prima di tutto perché la famiglia a volte è stato un incubo, anche nella famiglia ci sono stati grandi drammi, grandi ingiustizie che hanno poi portato persone ad atteggiamenti anche anti sociali. Ciò che noi chiamiamo famiglia dovremmo riportarlo ad un termine familiarità.
Probabilmente in situazioni sociali molto precarie, quasi distrutte totalmente, non è possibile ripartire dalla famiglia ma è possibile ripartire da ambiti dove si ricreano dei legami familiari, e dove si ricostruisce un tessuto e un clima di fiducia negli altri. Non necessariamente la famiglia è dedita alla fiducia negli altri, anche se nel nostro mito immaginario occidentale era così e va benissimo, però occorre adesso uno sforzo in più. Oggi bisogna aiutarci a riscoprire ciò che fa famiglia, dove probabilmente per alcune persone non sono solo legami di sangue, genealogico, ma legami esistenziali di recupero, di prendersi cura degli altri.
Gesù ha sognato e inaugurato questi legami recuperandoli con tutte le persone. Dare la vita per gli altri, è importantissimo. È l’unico fondamento cristiano. Il cristianesimo ha sempre detto là dove tu non hai avuto una “buona famiglia”, nel senso come intendiamo noi, è possibile recuperarla.
Questi sono i legami da cui dobbiamo ripartire, se noi pensiamo solo istituzionalmente non ci muoviamo più, non ce la facciamo più." (Antonietta Potente)

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